MOSTRA I.U.A.V

Mostra internazionale di architettura islamica

progettista: Arch. Masud Esmaillou

1ª Esposizione internazionale di architettura islamica contemporanea, un programma educativo e culturale unico con l’Alto Patrocinio dell’UNESCO, dell’UNIONE EUROPEA, della CONFEDERAZIONE SVIZZERA, del GOVERNO DELL’ANDALUSIA e di numerose istituzioni e Banche islamiche. 

Raccolta di 70 opere architettoniche premiate nelle prime sette edizioni dell’Aga Khan Awards for Architecture (dal 1980 al 1998). La mostra è suddivisa in 11 sezioni (Approccio tradizionale, Ambiente, Design urbano, Contextual Architecture, Architettura contemporanea, Uso delle tecnologie appropriate, Aspetti sociali, Ricostruzione delle aree abitative, Conservazione dell’ambiente, Riutilizzo degli spazi, Restauro).

Sede: Palazzo Tolentini, S. Croce 191 – 30125 Venezia. 
Orario: dal 18 maggio al 20 giugno, dal lunedì al venerdì, orario continuato dalle ore 8,00 alle ore 20,00. 
Visite guidate: nei giorni di apertura, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00. 
L’INGRESSO ALLA MOSTRA È GRATUITO.

committente: CE.SVI.TEM; I.U.A.V.

anno: maggio-giugno 2002 località: I.U.A.V. Venezia

paese: Italia
collaboratori: Rosanna Bonaldo

fase progettuale: realizzato

I.U.A.V. Venezia Italia

“Architettura per un mondo che cambia”.
Dato l’obiettivo architettonico ma anche sociale della mostra essa è stata rivolta alla collettività. L’area dei Tolentini era uno spazio più idoneo poiché più facilmente accessibile da parte del pubblico e perché inserita negli abituali percorsi turistici. L’area di S. Marta, invece, sarebbe stata visitata solo dagli studenti della facoltà. Un giar- dino, dove forti sono il contatto con tre alberi e le loro valenze simboliche, è uno spazio consono agli obiettivi progettuali. Due elementi segnaleti- ci (uno davanti alla porta d’ingresso alla facoltà e uno nel chiostro centrale), segnano gli assi visuali della mostra. L’allestimento, in sintonia con le architetture islamiche, è uno spazio rac- chiuso, delimitato, e che si sviluppa unicamente nell’interno da esso definito. I 250 pannelli og- getto della mostra trovano la loro ubicazione all’interno di questo perimetro poiché studiati anche per essere collocati in spazi all’aperto. Le figure geometriche centrali che caratterizzano l’allestimento sono determinate dalla rotazione di due quadrati. Esse consentono una maggiore superficie di esposizione rispetto ad altre forme (sono necessari almeno 150 metri lineari per l’esposizione dei pannelli). La figura più esterna altro non è che il ricordo delle precedenti ma della cui geometria ha mantenuto solo il nu- mero dei lati che diventano delimitazione della mostra nel giardino. Il rapporto con il contesto è rispettoso nei confronti delle preesistenze am- bientali: gli alberi presenti vengono integrati nel percorso della mostra.

“All’interno della cinta muraria, il corpo fisico della città islamica nel suo complesso, non è di regola organizzato secondo un ordine geomet- rico elementare”. F. Fusaro

“Architecture for a changing World.”

“Within the city walls, the physical body of the Islamic city as a whole, is not usually organized according to an elementary geometric order”. F. Fusaro

Since the target architecture but also shows the social impact of it was given to the community. The area of Tolentini was a more suitable space for more easily accessible by the public and because included in the usual tourist routes. The area of S. Martha, however, was only visited by students of the faculty. A garden, where strengths are in contact with three trees and their symbolic values, is a space in keeping with design goals. Two reporting elements (one in front of the entrance door to the right and one in central cloister), marking the visual axis of the exhibition. The setting, in keeping with Islamic architecture, is an enclosed area, bounded, and that only grows within it defined. The 250 panels covered the exhibition find their location within this area as well studied in order to be placed in open spaces. The central geometric shapes that characterize the set are determined by the rotation of two squares. They allow for greater surface exposure than other forms (at least 150 meters for the display panels). The figure outside is nothing but the memory of the past but whose geometry has retained only the number of sides which become boundaries of the exhibition in the garden. The relationship with the environment is respectful of the pre-existing environment: the trees are embedded in the path of the exhibition.